FS
in forte recupero
Recupero eccezionale per le Ferrovie dello
Stato, che annunciano nel bilancio chiuso il 31
dicembre 2007 perdite per 409 milioni di euro,
ridotte dell’80% rispetto ai 2.115 milioni di
rosso l’anno prima, e 465 milioni di margine
operativo lordo. Il dato supera qualsiasi
ottimismo, tenuto conto che il piano industriale
2007-2011 prevedeva nell’esercizio 2007 perdite
per quasi 700 milioni e nessun margine
operativo.
Soddisfatto l’amministratore delegato Mauro
Moretti, che in una nota attribuisce il
risultato a riduzione dei costi e aumento dei
ricavi in tutti i settori, compreso quello
merci. «Siamo riusciti a ridurre dell'80 per
cento le perdite – ha detto - recuperando 1.706
milioni di euro di passivo. È il segno che la
strada intrapresa è quella giusta. Questi dati
positivi, insieme all'attivazione di rapporti
più trasparenti con lo Stato e con le Regioni,
ci permetteranno nel prossimo futuro di portare
il gruppo in una situazione di tranquillità e di
maggior sviluppo».
In particolare nei contratti con le
amministrazioni locali le Ferrovie dello Stato
hanno ottenuto un l’incremento dei ricavi del
29%. Stabile il costo del lavoro a 4.717 milioni
di euro, mentre i costi operativi sono stati
ridotti di quasi il 2% a 152 milioni di euro.
Contribuisce al progresso del 2007 anche il
rallentamento degli investimenti delle FS, dai
7,2 miliardi del 2006 a 6,8 miliardi.
Resta comunque
molto incerta la situazione della controllata
Trenitalia, le cui perdite (superiori a un terzo
del capitale) hanno imposto nei giorni scorsi a
Ferrovie dello Stato l’abbattimento del capitale
sociale da 2.569 a 1.033 milioni di euro.
Operazione che in mancanza di ulteriori
interventi dell’azionista - il ministero
dell’economia che controlla per intero il gruppo
– lascia prevedere una riduzione consistente del
servizio sulle tratte in perdita. E tuttavia
anche Trenitalia nel 2007 ha ridotto le perdite
a 402 milioni di euro, contro i quasi due
miliardi dell’anno prima. Ma restano le perdite
pre 1.6 miliardi ereditate dai precedenti
esercizi.
Un primo segnale positivo, annunciato da Ferovie
dello Stato insieme alla riduzione del capitale,
è arrivato con lo stanziamento il primo di
aprile degli 80 milioni di euro per il trasporto
regionale, a compensare gli oltre 300 milioni di
minore finanziamento previsto dalla Finanziaria
2008 per il trasporto locale.
L'esercizio del Gruppo si
chiude con un risultato
netto negativo di 409
milioni. Nel confronto con
il risultato dell'esercizio
precedente (negativo per
2.115 milioni), il
miglioramento è rilevante:
le perdite si riducono di
1.706 milioni, pari all'80%
rispetto al 2006.
Alla positiva inversione di
tendenza hanno contribuito,
dal lato dei ricavi: il
maggior fatturato nel
traffico viaggiatori;
l'aumento dei ricavi del
traffico internazionale; il
maggior fatturato del
traffico merci; l'incremento
dei ricavi da Contratti di
Servizio pubblico e da
Servizi di Infrastruttura.
Dal lato dei costi, la
politica di contenimento e
di ottimizzazione delle
spese, che ha consentito un
risparmio di 152 milioni cui
si contrappone un aumento di
21 milioni netti dovuto
principalmente agli oneri di
trasporto e spedizione da
parte delle società del
settore merci per la
maggiore attività effettuata
nell'esercizio.
Infine, per quanto riguarda
l'andamento delle due
società più importanti del
Gruppo, RFI-Rete Ferroviaria
Italiana consolida la
situazione di equilibrio già
raggiunta negli esercizi
precedenti, mentre
Trenitalia inverte il trend
negativo e migliora i ricavi
di 595 milioni, ma,
soprattutto, diminuisce
fortemente i costi operativi
di 223 milioni.
«Siamo molto soddisfatti dei
risultati ottenuti. Grazie
alla riduzione dei costi e
all'aumento dei ricavi in
tutti i settori, compreso
quello merci, siamo riusciti
a ridurre dell'80% le
perdite, recuperando 1.706
milioni di euro di passivo.
È il segno che la strada
intrapresa è quella giusta».
Lo afferma l'amministratore
delegato di Ferrovie, Mauro
Moretti, commentando il
bilancio 2007. «Questi dati
positivi, insieme
all'attivazione di rapporti
più trasparenti con lo Stato
e con le Regioni - rileva -
ci permetteranno nel
prossimo futuro di portare
il gruppo in una situazione
di tranquillità e di maggior
sviluppo. La domanda di
treno è molto forte e
crediamo sia opportuno dare
una risposta adeguata e
tempestiva».
Ferrovie, aumentano corse e
viaggiatori
Il caro benzina ha cambiato
un po’ le abitudini dei
vacanzieri. Così, per far
fronte alle esigenze di
portafoglio delle famiglie,
Trenitalia ha istituito 31
treni straordinari per far
fronte all’incremento del
traffico ferroviario nei
weekend del 25 aprile e del
primo maggio. E la linea
ferroviaria salernitana,
quella che attraversa le
maggiori località turistiche
del Sud, non è stata esclusa
dall’iniziativa. Nello scalo
di Sapri ieri si è
registrato un lieve aumento
nella vendita dei biglietti
(circa il 10%) rispetto allo
stesso periodo dell’anno
precedente. Anche se,
secondo le stime di
Trenitalia, le punte massime
di viaggiatori sono attese
per il 27 aprile e il 4
maggio per i rientri.
Esaurite, per quella data,
le prenotazioni per i treni
del pomeriggio. Sensibile
aumento di utenti anche sui
convogli regionali nella
tratta
Cosenza-Sapri-Salerno-Napoli:
sono vacanzieri «mordi e
fuggi». ma.fo.
Il nuovo calcolo
della pensione delle Ferrovie
(Messaggio Inps 25063/2007)
L’INPS, con Messaggio del 16 ottobre 2007, n. 25063, ha previsto
nuove modalità per effettuare il calcolo, nel sistema retributivo
della pensione, da attribuire agli iscritti del Fondo Speciale
Ferrovie dello Stato SPA, che cessino dal servizio con un’anzianità
contributiva maggiore di 37 anni. Il Messaggio fornisce, tra
l’altro, le seguenti precisazioni. In base alla normativa
applicabile agli iscritti al Fondo Speciale FS, l’importo della
pensione da liquidare con il sistema di calcolo retributivo è dato
dalla somma della quota a) di pensione per le anzianità maturate
fino al 31 dicembre 1992 e della quota b) di pensione relativa alle
anzianità maturate dal 1° gennaio 1993. La percentuale complessiva
di pensionabilità viene determinata sommando quella relativa agli
anni maturati fino al 31 dicembre 1992 con quella maturata
successivamente, senza superare l’80 per cento conseguibile dai
ferrovieri con 37 anni di servizio. Il limite dei 37 anni
costituisce l’anzianità contributiva con cui si raggiunge il massimo
rendimento dell’80 per cento e comporta che gli anni eventualmente
eccedenti i 37 vengano detratti dalla percentuale di rendimento che
sarebbe attribuibile alla quota b) della pensione. Poiché tale
criterio di calcolo, potrebbe creare una condizione di sfavore per
gli iscritti che cessino dal servizio con un’anzianità contributiva
maggiore di 37 anni, d’ora in avanti nei confronti degli stessi
iscritti occorre calcolare: - l’importo della pensione che
spetterebbe all’interessato considerando, per la determinazione
della quota a), l’anzianità maturata al 31 dicembre 1992 (sempre da
limitare a 37 anni se già maturati a tale data) e, per la quota b),
l’anzianità maturata dal 1° gennaio 1993 limitata al raggiungimento
dei 37 anni; - l’importo della pensione che spetterebbe
all’interessato considerando, ai fini della quota b), tutta
l’anzianità maturata dal 1° gennaio 1993 alla cessazione dal
servizio ed ai fini della quota a), soltanto gli anni utili per il
raggiungimento di un’anzianità pari a 37 anni. Una volta effettuati
i due diversi calcoli, viene posta in pagamento la pensione di
importo più favorevole all’interessato. Le nuove modalità di calcolo
saranno adottate per definire le pensioni che sono in via di
liquidazione. Le pensioni già definite potranno essere ricostituite
su istanza dagli interessati. (12 novembre 2007)
INPS – Istituto Nazionale della Previdenza Sociale Messaggio n.
25063 - Roma, 16 ottobre 2007 OGGETTO: Fondo speciale Ferrovie dello
Stato S.p.A. - doppio calcolo su pensione FS per cessazioni dal
servizio con anzianità contributiva maggiore di 37 anni.
Secondo la normativa vigente, l’importo della prestazione da
liquidare con il sistema retributivo è dato dalla somma della quota
a) di pensione per le anzianità maturate fino al 31/12/1992 e della
quota b) di pensione relativa alle anzianità maturate dall’1/1/1993.
Per gli iscritti al Fondo speciale
Ferrovie dello stato la base pensionabile di quota a) è costituita
dagli elementi fissi della retribuzione spettanti all’atto della
cessazione dal servizio maggiorati del 18 per cento.
Dal 1° gennaio 1995, in base
all’art. 15 della legge 724/1994, entra a far parte della base
pensionabile anche l’indennità integrativa speciale spettante in
attività di servizio non soggetta all’aumento del 18 per cento.
La base pensionabile di quota b) è
costituita dalla media delle retribuzioni annue pensionabili
percepite in costanza del rapporto di lavoro nel periodo di
riferimento. Le voci della retribuzione pensionabile sono le stesse
della quota a) fino al 31/12/1995. Dall’1/1/1996, limitatamente alle
anzianità successive al 31/12/1995, si applica l’art. 12 della legge
153/1969 e successive modificazioni (inclusione delle competenze
accessorie nella base pensionabile).
In dipendenza di quanto sopra
rappresentato, a tutt’oggi, la percentuale complessiva di
pensionabilità viene determinata sommando quella relativa agli anni
maturati fino al 31/12/1992 con quella maturata successivamente
senza mai, comunque, superare l’80 per cento, corrispondente ai 37
anni di servizio che per i ferrovieri costituisce l’anzianità di
massimo rendimento. Pertanto, gli anni eventualmente eccedenti
vengono detratti dalla percentuale di rendimento della quota b).
Poiché in alcuni casi, applicando il
criterio di calcolo sopra specificato, si potrebbe creare una
condizione di sfavore per coloro che cessino dal servizio con
anzianità contributiva maggiore di 37 anni, anche in conformità con
le disposizioni emanate dall’INPS con circolare n. 153 del 9 luglio
1993 in applicazione del decreto legislativo 503/1992, si forniscono
le seguenti istruzioni operative.
Nel caso in cui il totale
dell’anzianità complessivamente maturata sia superiore a 37 anni,
occorre calcolare: - l’importo di pensione che spetterebbe
all’interessato considerando, per la determinazione della quota a),
l’anzianità maturata al 31/12/1992 (sempre da limitare a 37 anni se
già maturati a tale data) e, per la quota b), l’anzianità maturata
dall’1/1/1993 limitata al raggiungimento dei 37 anni; - l’importo di
pensione che spetterebbe all’interessato considerando, ai fini della
quota b), tutta l’anzianità maturata dall’1/1/1993 alla cessazione
dal servizio ed ai fini della quota a), soltanto gli anni utili per
il raggiungimento di una anzianità pari a 37. Una volta effettuati i
due diversi calcoli, dovrà essere posto in pagamento la pensione di
importo più favorevole per l’interessato. Sulla base dei chiarimenti
sopra forniti, le Sedi vorranno definire le pensioni in via di
liquidazione nonché, su istanza o ricorso degli interessati e nei
limiti dei termini prescrizionali, ricostituire quelle già definite.
Si fa presente, infine, che il programma di calcolo è stato
aggiornato per consentire la liquidazione dei trattamenti
pensionistici in conformità a quanto sopra rappresentato.
Il Direttore centrale delle
Prestazioni - Nori
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Germania, treno deraglia dopo scontro con
gregge, 3 feriti
domenica 27 aprile 2008 11:00
BERLINO (Reuters) - Tre persone sono rimaste
ferite oggi quando un treno tedesco ad alta
velocità con 170 persone a bordo è deragliato
dopo aver investito un gregge di pecore in un
tunnel vicino a Fulda, riferisce la polizia.
Altri 20
passeggeri sono rimasti feriti lievemente.
Il treno
viaggiava a più di 200 km orari da Amburgo verso
Monaco quando si è scontrato con un gregge di
pecore che avevo perso la strada e vagava nel
tunnel, lungo 11 km.
Il convoglio ad
alta velocità -- può raggiungere i 250 km
all'ora -- è deragliato, con i primi quattro
vagoni su 12 che sono usciti dai binari dopo
aver investito e ucciso almeno 20 pecore.
Nel 1998, 101
persone rimasero uccise e 103 ferite quando un
treno ad alta velocità deragliò nei pressi di
Eschede, sulla stessa linea Monaco-Amburgo,
mentre viaggiava a 200 km orari. Il convoglio
finì su un ponte che crollò per l'impatto. Fu il
peggiore disastro ferroviario in Germania negli
ultimi 50 anni.
egitto
Parte il finanziamento alle ferrovie statali
Nella sua
riunione odierna, il
Comitato Direzionale per la Cooperazione allo
Sviluppo del Ministero degli Esteri, presieduto
dalla Vice Ministra Patrizia Sentinelli, ha
approvato il finanziamento al Governo egiziano
di un programma di assistenza tecnica che
contribuirà alla ristrutturazione del sistema
dei trasporti ferroviari nazionali nel prossimo
quinquennio (2008-2012).
Il contributo italiano - secondo quanto si è
appreso alla Farnesina - rappresenta un
importante sostegno alle riforme intraprese dal
Governo egiziano per agevolare la crescita
economica del Paese grazie anche
all'ammodernamento della rete ferroviaria, che,
mirando a consentire il collegamento di aree del
Paese attualmente escluse da efficienti linee di
comunicazione, agirà da stimolo al processo di
inclusione delle fasce più deboli della
popolazione e quale efficace strumento di lotta
alla povertà. L'iniziativa si propone in
particolare di sostenere il processo di 'capacity
building' dei quadri dell'Ente ferroviario
egiziano attraverso l'affiancamento di esperti
tecnici nel settore del trasporto ferroviario
che garantiranno il trasferimento di conoscenze,
competenze tecniche e formazione professionale.
Il valore del programma sostenuto dal Governo
italiano, che ha una durata quinquennale,
ammonta complessivamente ad otto milioni di euro
e, con la riunione odierna, il Comitato
Direzionale per la Cooperazione allo Sviluppo ha
deliberato il finanziamento del primo triennio
di attività, pari a 4,8 milioni di euro, che
sarà seguito dall'erogazione di una seconda
tranche di 3,2 milioni di euro relativa al
successivo biennio di attività. Le modalità di
utilizzo dei fondi da parte del Governo egiziano
saranno definite con uno specifico accordo
intergovernativo. In sintesi, il Gruppo Ferrovie
dello Stato supportera' nei prossimi 5 anni il
governo Egiziano per il piano di
ristrutturazione delle Ferrovie''. Lo fa sapere
una nota di F.S. spiegando che ''e' questo il
contenuto del Memorandum of Understanding,
sottoscritto il 9 Aprile scorso al Cairo da
Mauro Moretti, Amministratore Delegato delle
Ferrovie Italiane, e dal Ministro dei Trasporti
Egiziano, Mohamed Mansour.
NO TICKET, SIAMO INGLESI - FIGURACCIA IN TRENO
PER BLAIR, SENZA SOLDI NÉ BIGLIETTO - PASSEGGERI
INDIGNATI: NOI PAGHIAMO, LUI NO - NEI GUAI IL
CONTROLLORE CHE L’HA “GRAZIATO”(meditate
colleghi...meditate...)

Enrico Franceschini per “la Repubblica”
La regina va in giro con la borsetta, ma
notoriamente nella borsetta non tiene il
portafogli: Sua Maestà non ha un soldo in tasca,
essendoci sempre qualcuno che ovviamente paga
per lei. Ma chi altro gode di questo previlegio
in Gran Bretagna, che estendendo il quesito al
mondo sviluppato conta pochi altri esempi,
eccetto, un tempo, Gianni Agnelli? Il Regno
Unito ha scoperto, con stupore e un pizzico di
indignazione, che questo particolare club ha
perlomeno un altro membro: Tony Blair.
L´ex-primo
ministro è stato beccato sull´Heathrow Express,
il treno che collega il centro di Londra
all´omonimo aeroporto, senza biglietto. Niente
di drammatico, perché sull´Heathrow Express,
come su tutti i treni, si può pagare il
biglietto anche a bordo, con una lieve
maggiorazione. E´ quello che, per l´appunto, ha
proposto a Blair il controllore, senza scomporsi
troppo, sia perché queste cose capitano a chi
viaggia di fretta, sia perché aveva riconosciuto
l´uomo che fino a meno di un anno fa sedeva al
10 di Downing street. Senonchè Blair ha dovuto
confessare che non aveva denaro con sé. Si può
pagare, ha replicato il controllore, anche con
carta di credito. Blair ha ammesso di non avere
neanche quella.
La storia non
finisce qui, perché a questo punto la guardia
del corpo che viaggiava insieme a Blair si è
offerta di pagare il biglietto: ma il
controllore ha rifiutato: «Per carità, lasci
stare», pare che abbia detto, secondo il Daily
Mail, che ha riportato l´incidente, avvenuto
lunedì. Ed è scoppiato un putiferio. Dapprima
sulla carrozza del treno, dove altri passeggeri
hanno protestato, poi nelle lettere ai giornali.
«Dovrebbe essere trattato come tutti gli altri»,
ha detto per esempio Sara Tucker, «il tragitto
dura 15 minuti, costa 15 sterline (circa 20
euro, ndr) e non capisco perché io debba pagare
e Blair no». Interpellato dalla stampa, un
portavoce di Blair ha sottolineato che
l´ex-leader laburista era disposto a pagare,
«anzi, è tuttora disposto», ma è stato il
controllore a decidere di farlo viaggiare
gratis. Alla domanda se effettivamente Blair,
che guadagna due milioni di euro l´anno fra
discorsi e consulenze per grandi banche
internazionali, gira sempre senza denaro o carte
di credito, il portavoce ha declinato di
rispondere: come dire, affari suoi. La direzione
dell´Heathrow Express ha aperto un´inchiesta sul
comportamento del controllore: magari sarà lui,
adesso, ad andarci di mezzo.
Qualcuno ricorda che Gordon Brown, il successore
di Blair, qualche tempo fa prendeva il metrò: ma
chissà se pagava. Probabilmente sì, dopo aver
convocato giornalisti e fotografi per recitare
la scena dell´uomo qualunque.
Mega tunnel al Brennero, parte l’altra Tav
Trasporti e
grandi opere Una galleria di 56 chilometri per
passeggeri e merci. Comuni favorevoli: libererà
l’A22 dai Tir
Lunedì il via al cantiere da 6 miliardi di euro.
I comitati contrari: spreco pubblico
MILANO — Per le Ferrovie dello Stato dell’ad
Mauro Moretti sarà «un’opera destinata a
rimanere nella storia d’Italia per decine se non
centinaia di anni. Di lì passera il futuro del
nostro Paese».
Con questa
solenne premessa lunedì il Presidente Giorgio
Napolitano salirà a Fortezza (Bressanone) per la
cerimonia di avvio dei lavori, nella parte
italiana, del nuovo tunnel ferroviario dell’Alta
Velocità del Brennero. Inaugurazione simbolica,
a dire il vero: dopodomani verrà messa in moto
la fresa di 550 tonnellate, dotata di 46 ruote
taglianti da roccia che inizierà lo scavo
esplorativo, alla velocità di 18 metri al
giorno, per la raccolta delle informazioni da
utilizzare nel progetto esecutivo dell’opera, il
tunnel vero e proprio, «da cui passerà il futuro
del nostro Paese».
Per il
funzionamento della «Galleria di Base del
Brennero », questo il nome completo del nuovo
tunnel, si dovrà aspettare il 2020, se il
termine lavori verrà rispettato. Ma l’importante
è iniziare. Il tunnel, la cui progettazione e
realizzazione è affidata ad una società creata
ad hoc, la BBT, sarà lungo 56 chilometri,
impiegherà, tra operai e tecnici, 1500 persone e
costerà 6 miliardi di euro (stima del 2006
destinata a salire per stessa ammissione delle
Ferrovie dello Stato), soldi pubblici (per metà
pagheranno gli italiani, per metà gli
austriaci), con un contributo dell’Unione
europea di 593 milioni.
La galleria non
è solo lo snodo fondamentale per la
realizzazione del Corridoio 1, l’asse che,
attraversando verticalmente l’Italia, collegherà
Palermo a Berlino, ma servirà, nelle intenzioni,
a potenziare su rotaia il Corridoio del
Brennero, il collegamento Nord-Sud (tra Verona e
Monaco di Baviera) più utilizzato per il
trasporto di merci. Obiettivo, decongestionare
l’A22, autostrada per la quale le provincie di
Trento e Bolzano, insieme all’Austria, hanno
rinunciato alla costruzione delle terza corsia.
Un segnale forte per indicare la direzione che
da queste parti si vuole seguire: ridurre al
massimo il trasporto su gomma a favore di quello
su rotaia, più ecologico. Sempre secondo
Ferrovie dello Stato, a pieno regime nel tunnel
transiteranno 400 treni al giorno, 320 i merci,
con velocità consentite fino a 220 km/h.
Contrariamente a
quanto accade per l’Alta Velocità in Val di Susa,
la realizzazione dell’Alta Velocità tra Trento e
Bolzano non ha ancora sollevato proteste
particolarmente dure da parte della popolazione
locale. Le istituzioni hanno in qualche modo
coinvolto la gente sulla bontà dell’opera
puntando sul desiderio dei più, cioè liberarsi
dei tir che dalla A22 ammorbano l’aria. Altra
importante differenza con la Val di Susa, la
fanno i sindaci dei comuni interessati:
appartengono tutti alla SVP, partito che da
subito ha appoggiato senza riserve il progetto.
Non manca
comunque chi non nasconde il malessere. Sono
nate sigle come i No-BBT e sabato 19 aprile si è
tenuta l’ultima manifestazione dei contrari, un
migliaio di persone che hanno sfilato nel centro
di Trento. «Il traforo non risolverà i problemi
del trasporto merci, i tir continueranno a
passare e verranno sacrificati inutilmente
paesaggi e falde acquifere. Senza contare lo
spreco di denaro pubblico», sono le ragioni di
Markus Lobis, consigliere verde a Bressanone,
uno dei leader anti-tunnel con la sua
associazione Transinitiative.
I manifestanti
non trovano però particolari sponde in
Legambiente, che non parteciperà alla cerimonia
d’inaugurazione: «In linea generale siamo
favorevoli a patto che si verifichino alcune
condizioni », risponde Vittorio Cogliati Dezza,
presidente di Legambiente. «Le condizioni
riguardano le infrastrutture attorno al tunnel e
la piena compatibilità ambientale. Al momento
mancano le garanzie».
Roberto Rizzo
Com’è difficile navigare in Internet a 320 kmh
il reportage
GIANLUCA SIGIANI
L’appuntamento è alle otto alla Gare de l'Est.
Obiettivo: testare il nuovo servizio di accesso
a Internet a disposizione dei passeggeri sui
treni superveloci della Sncf. Percorso:
ParigiBasilea, velocità di punta 320 chilometri
orari, tre ore e mezza. Ci ritroviamo un po’
assonnati con un gruppo di colleghi di vari
paesi e di manager Sncf. Il Tgv che ci attende
al binario ha le linee aerodinamiche del treno
di categoria superiore e trasuda grandeur da
ogni finestrino. Alle 8.24 parte con
cronometrica puntualità. Chiacchierando coi
colleghi, approntiamo i portatili per collegarci
in Rete. Sulle cartelle stampa si legge che il
servizio è assicurato dall’abbinamento di una
"banda larga via satellite superveloce e senza
interruzioni" e di un "wifi basato sulla
trasmissione terrestre".
Portare Internet sui treni non è una sfida
facile: le zone buie (territori a scarsa
copertura, gallerie, tratti montuosi) sono
tante, per questo Sncf ha deciso di adottare una
soluzione mista (satellite e hot spot wifi lungo
i percorsi) per dare continuità alla
connessione. Partner tecnologici
dell’operazione: Orange Business Services,
Capgemini, Alstom Transport ed Eutelsat. I
responsabili ci invitano a registrarci sul
portale web dedicato per avviare il
collegamento. L’accesso iniziale è fluido,
perché il sito risiede su un computer server a
bordo del treno che fornisce una buona gamma di
contenuti informativi e di intrattenimento
(posizione in tempo reale del treno, news
aggiornate, informazioni turistiche, giochi e
software utili). I problemi iniziano quando
cerchiamo di accedere alla Rete vera e propria:
alle 9 entriamo in Google, ma i risultati della
ricerca faticano ad arrivare. Ci spostiamo su un
paio di siti di social network non
particolarmente carichi di immagini e di
elementi multimediali (Linkedin e Facebook), ma
la navigazione è lenta. Ancor più singhiozzante
la visualizzazione di Repubblica.it e
Corriere.it. Gli sguardi fra colleghi sono un
po’ perplessi. Con sorrisi di circostanza, i
responsabili di Sncf ci avvertono che le
connessioni simultanee a Internet a bordo sono
superiori a quelle previste: è garantito un buon
servizio fino a 50 collegamenti. Sul treno, in
quel momento, ci saranno almeno 300 passeggeri,
e molti hanno il notebook aperto.
Alle 10 lanciamo il programma di posta
elettronica, e stavolta scarichiamo senza
problemi alcune mail di lavoro. Quindi cerchiamo
di consultare, via web, un’altra casella di
posta elettronica. C’è il tempo di bersi con
calma un bicchiere di succo d’arancia. Tentiamo
di scaricare un software da Download.com, ma
l’impresa è proibitiva. Con Msn Messenger e
Skype avviamo un paio di conversazioni con
Milano e tutto fila liscio per decine di minuti.
A Strasburgo, alle 10.45, la navigazione
finalmente accelera: ci avventuriamo su YouTube
e riusciamo a guardare l’ultimo video di Max
Gazzè. Per un’ora, fra Strasburgo e Basilea,
tratta meglio coperta dal satellite e dal wifi,
riusciamo ad aggirarci con discreta scioltezza
fra siti informatici e turistici. Poco prima
dell’arrivo nella città svizzera, ci diciamo con
i colleghi che quello offerto da Sncf non è un
servizio con velocità da banda larga. La
connessione non è mai caduta, e abbiamo svolto
in modo continuo attività semplici (posta, chat),
ma la navigazione su siti ad alto tenore
multimediale e il download sono difficoltosi.
C’è da dire che le esperienze di collegamento
alla Rete in treno sono ancora poche. E quello
delle ferrovie francesi è un servizio che
garantisce senz’altro al viaggiatore e all’uomo
d’affari un sufficiente livello di operatività.
Il prossimo anno l’accesso a Internet sul Tgv
verrà esteso a tutti i percorsi verso Germania,
Svizzera e Lussemburgo (non all’Italia, ancora
senza Tav verso Parigi) e costerà dai 5 ai 10
euro a seconda dei servizi utilizzati
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