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07 febb 2007 - Ristrutturazione Ferrovie

19 febb 2007 - Ferrovie, nel 2008 in utile RFI e Passeggeri, male Cargo

19 febb 2007 - Fs: da Ottobre treni più cari del 10%

03 mar  2007 - Finisce l'era del doppio macchinista

04 mar 2007 - Gli assalti ai treni diretti al sud

07 mar 2007 - India, 66 morti in attentato sul treno

16 dic   2007 - Avventura per 450 passeggeri con il treno bloccato
da avaria.

16 dic  2007 -  Fra un anno Milano-Bologna in treno in un'ora
 

 

RISTRUTTURAZIONE FERROVIE

Roma, 7 febbraio 2007
I
l piano dell'azienda
In tre anni 10mila tagli
Anticipazione del settimanale Economy: il risanamento prevede una netta discesa del personale. Durissima la reazione dei sindacati
 - Il risanamento delle Ferrovie e' partito e la prossima mossa dell'amministratore delegato Mauro Moretti sarà quella dei tagli al personale che in un triennio dovrebbero arrivare a 10mila unita'. Lo scrive il settimanale Economy in edicola domani. Come risulta dal budget annuale presentato all'ultimo cda ''nel corso del 2007 - scrive Economy - e' prevista una discesa netta del personale di circa 3.500 unita', pari al 3,5% della consistenza del gruppo, attraverso un turnover molto sostenuto che prevede l'uscita di 4.500 dipendenti a fronte di circa 1.000 ingressi, 450 dei quali a tempo determinato''. Come alcuni sostengono, prosegue il settimanale, ''si tratta solo dell'antipasto perche' il piano prevede oltre 10 mila esuberi in tre anni, fidando sull'introduzione del 'macchinista unico', cioe' la fine della regola italiana per cui i treni si guidano in coppia''. Durissima la prima reazione dei sindacati: «È singolare che le notizie su drastici tagli del personale arrivino da organi di comunicazione, prima che l'azienda renda noto il proprio piano industriale». È questo il commento a caldo del Segretario Generale della Fit-Cisl Claudio Claudiani sulla ventilata riduzione di personale delle FSdi circa 10.000 unità. «Non siamo disponibili in alcun modo - ribadisce Claudiani - ad avviare un confronto con la pregiudiziale e l'obiettivo del taglio di organico di oltre il 10% dei ferrovieri. Coltiviamo la speranza - aggiunge - che una volta di più la voglia di uno scoop giornalistico, peraltro assai modesto nelle proporzioni, abbia travisato enfatizzandole alcune posizioni presenti nel gruppo FS, senza che ad esse corrisponda un piano di impresa, condiviso con l'azionista e con il sindacato». «L'intesa tra mondo del lavoro e management FS - conclude il Segretario Generale della Fit-Cisl - è condizione fondamentale per una crescita strutturale delle Ferrovie; ad ogni altra ipotesi restiamo fermamente contrari e pronti alla mobilitazione».

Ferrovie, nel 2008 in utile RFI e Passeggeri, male Cargo

ANSA) - ROMA, 19 FEB - Conti a posto per Ferrovie a partire dal 2008, ma non per tutti i comparti del gruppo. Il ritorno in utile a partire dal prossimo anno, è previsto per Rfi e per il trasporto passeggeri nella fascia alta. Il cargo invece continuerà a perdere fino oltre al 2011. Sono questi i risultati del piano industriale delle Ferrovie illustrati dall'amministratore delegato Mauro Moretti ai componenti del consiglio di amministrazione nella riunione di fine dicembre. In sintesi, il piano 2007-2011 prevede che Rfi, la società dell'infrastruttura ferroviaria, ritorni in equilibrio già dal 2008. Ritorno in utile sempre nel 2008 e "con successivi ampi tassi di crescita", per il trasporto passeggeri nei segmenti di business ad alta domanda di mobilità, con il nuovo posizionamento competitivo nei collegamenti tra i nodi metropolitani in Alta velocità, alta capacità. Recupero dell'equilibrio solo a partire dal 2010, invece, per il trasporto metropolitano regionale, a causa degli oneri finanziari legati agli investimenti. Fanalino di coda il comparto merci: nonostante le pesanti azioni di ristrutturazione che il management sta mettendo in atto, il cargo non riuscirà a raggiungere, nell'orizzonte di piano (quindi fino al 2011), la sostenibilità economica e finanziaria. Nel 2007, a fronte di 900 milioni di ricavi operativi, si registra un risultato netto negativo per 600 milioni di euro. Per Rfi, avrebbe sottolineato Moretti, in prospettiva resta il problema di neutralizzare il carico degli ammortamenti oltre il fondo di ristrutturazione, attraverso lo scorporo del patrimonio strumentale verso lo Stato.(ANSA)

FS: DA OTTOBRE TRENI PIU' CARI DEL 10%

19-02-2007 17:32
(ASCA) - Roma, 19 feb - Treni piu' cari dal prossimo autunno. Dal primo ottobre il prezzo dei biglietti ferroviari crescera', infatti, di un altro 10% dopo l'aumento del 10% gia' avvenuto il primo gennaio scorso. Lo ha stabilito il piano industriale 2007-2011 delle Fs per la media-lunga percorrenza. Per il 2008 i biglietti dovrebbero invece rimanere fermi per tornare a salire al ritmo del 5% all'anno dal 2009 al 2011. Per quanto riguarda il trasporto regionale, gli aumenti saranno dell'ordine del 3,5% medio annuo per far fronte sia alla dinamica inflazionistica, sia agli investimenti per il nuovo materiale rotabile. Nel budget 2007 presentato al consiglio di amministrazione, le Ferrovie stimano in circa 130 milioni di euro nuovi introiti da maggiori ricavi da traffico.

Finisce l’era del doppio macchinista
Treni, un solo guidatore e biglietti più costosi
Il piano di Moretti prevede anche diecimila lavoratori in meno


03-03-2007, Roma. Doppio macchinista addio. Insieme al riequilibrio finanziario, all’incremento del traffico passeggeri, al miglioramento dei livelli di puntualità, sicurezza, pulizia e a maggiore competitività in vista dell’arrivo di nuovi operatori, è uno degli obiettivi del nuovo piano industriale 2007-2011 delle Ferrovie. In cantiere, dunque, interventi sul costo del lavoro, tra i quali, appunto, l’attivazione a regime del cosiddetto «macchinista solo», con un addio definitivo all’attuale doppio guidatore. Sul «macchinista solo», il piano dell’amministratore delegato Mauro Moretti parla chiaro. Il 2007 sarà l’anno dell’introduzione a regime di un solo guidatore, mentre attualmente la guida dei treni (ad eccezione del trasporto regionale) è assicurata da due macchinisti. È uno dei nodi più caldi sul tavolo aperto con i sindacati. Nel 2007, partirà la sperimentazione su alcune tratte, supportato - viene detto - da adeguata innovazione tecnologica. Ancora sul fronte lavoro, si punta al contratto unico di settore, a una manovra sui regimi di orario e gli ammortizzatori sociali. Si tratta, per Moretti, di azioni «indispensabili», alla luce dell’ingresso sul mercato di nuovi operatori che punteranno ai settori più remunerativi, con conseguenti esuberi di settore. Le uscite previste nel 2007 sono 4.500, a fronte di mille assunzioni di cui metà a tempo determinato. A fronte di un turn over sostenuto nei prossimi anni, il 2008 dovrebbe vedere altri 3.000 lavoratori in uscita, 2.500 nel 2009, per un totale di diecimila in tre anni. La riorganizzazione di Trenitalia ha finora evidenziato 40 risorse dirigenziali eccedenti. Il riequilibrio dei conti che passa anche per una manovra sulle tariffe: sulla media-lunga percorrenza, i prezzi dei biglietti sono cresciuti del 10 per cento medio a gennaio; il piano prevede un altro più 10 a ottobre: più 5 dal 2009, più 5 dal 2010, più 5 dal 2011. Per il regionale, l’incremento è del 3,5 per cento medio annuo, da concordare con le Regioni. (Il Tempo)

Gli assalti nei vagoni diretti verso Sud. Trenitalia: vigilanza scarsa. Formigoni: basta, intervenga il governo Rapine sui treni, polemiche sulla sicurezza Il racconto di un controllore: ho chiesto il biglietto, mi hanno rigato la guancia con un taglierino


MILANO—L’hanno segnato. Per dargli un segnale: «Ho chiesto il biglietto. Ho ricevuto un pugno sul naso. Lì ho provato a reagire. Due mi hanno tenuto fermo, il terzo mi ha appoggiato un taglierino sulla guancia e ha tirato una riga sulla pelle. Ho capito che dovevo farmi i fatti miei. Avevo una paura fottuta. Mi sono chiuso nell’ufficio». Chi parla è un dipendente (contratto a termine) di Trenitalia addetto al controllo delle cuccette. Ha 34 anni, moglie e figli.
Adesso è a casa. La prossima settimana, tornerà sui treni. I suoi battono due delle tratte dei predoni: Milano-Messina e Milano-Siracusa. La ferita si sta cucendo. Non il timore di ricapitare dentro un assalto dei rapinatori (29 colpi nel 206, dieci da gennaio a oggi) a caccia dei convogli che da Milano vanno al Sud. E infatti, il ragazzo prega: «Niente nome, niente foto, niente riferimenti precisi. Se mi riconoscono, mi faranno ancor più male». Come se già non lo facessero. Sfregiato lui. Sequestrata per tre ore una sua collega. Aggrediti altri colleghi ancora. La Cgil ha chiesto un intervento al ministro dell’Interno Giuliano Amato. Una richiesta che verrà inoltrata da Tommaso Pellegrino (capogruppo dei Verdi nella commissione Affari sociali della Camera) e dalla parlamentare di An Daniela Santanchè. Per la quale «occorre accertare se l’aumento dei blitz sui treni sia collegato alla sciagurata decisione dei vertici di Fs di non aver aggiudicato una gara per la sicurezza nelle stazioni ».
Ecco, le stazioni: è d’obbligo cominciare dall’eternamente malata Centrale di Milano. Il luogo dove partono i
predoni, mischiati ai passeggeri. Il presidente della Lombardia Roberto Formigoni: «Basta. Il governo intervenga. La polizia ferroviaria ha gli uomini contati. Anche se fa bene il suo lavoro». Un giudizio che non trova d’accordo Trenitalia. Dalla società fanno sapere che il pattugliamento delle carrozze «è scarso». E anche Dario Balotta, segretario lombardo della Cisl trasporti, invoca rinforzi d’organico. Alla Centrale operano, alternati su cinque turni, 150 agenti, «spesso — denuncia Giuseppe Calderone, segretario provinciale del sindacato di polizia Sap — incaricati di altre mansioni, addirittura fuori dalla stazione. Chi li presidia i treni?».
Li «presidiano loro — provoca la Cgil—: macchinisti, capitreno, addetti alle cuccette. Lasciati soli contro i malviventi ». E senza l’aiuto delle guardie giurate introdotte gli anni addietro da Trenitalia. Dal primomarzo sono cessati i contratti con gli istituti di vigilanza. Bene o male? I sindacati: «Non servivano a niente ».
Andrea Galli
04 marzo 2007

India, 66 morti in attentato su treno verso Pakistan


DEEWANA (Reuters) - Due bombe sono esplose oggi a bordo di un treno che viaggiava tra l'India e il Pakistan, causando un incendio che ha provocato la morte di 66 persone. Un attentato che sembra essere un tentativo di sabotaggio del processo di pace tra le due potenze nucleari. Una persona è stata arrestata per l'attentato avvenuto a mezzanotte quando il treno si trovava a 80 km a nord di Nuova Delhi, ha detto il ministro delle Ferrovie Lalu Prasad Yadav. A differenza di quanto avvenuto in circostanze simili nel passato, non ci sono state accuse reciproche tra India e Pakistan. I primi ministri dei due Paesi si sono sentiti per telefono e il presidente pakistano Pervez Musharraf ha detto che l'attentato non fermerà gli sforzi dei due paesi per raggiungere la pace. "Non consentiremo a coloro che vogliono sabotare il processo di pace di portare a termine i loro infame progetto", ha detto Musharraf in una dichiarazione.I mercati finanziari indiani non hanno risentito dell'evento, oggi la Borsa di Mumbai ha chiuso in leggero rialzo. La maggior parte delle vittime sono pakistane, ma alcuni indiani, tra cui tre poliziotti ferroviari, sono morti nell'attentato, dicono fonti ufficiali. Altre due valige bomba inesplose sono state ritrovate all'interno del treno. All'interno di una di queste, un timer elettronico racchiuso in un involucro di plastica bianca era legato a una dozzina di bottiglie di plastica contenenti una miscela di combustibili. La polizia ha detto che sebbene le esplosioni siano state di piccola entità, il loro scopo era quello di provocare degli incendi su almeno quattro vagoni del convoglio. Come su molti treni indiani, la maggior parte dei finestrini degli scompartimenti delle classi economiche erano chiusi da inferriate metalliche, che hanno intrappolato molti passeggeri all'interno dei vagoni. I passeggeri, la polizia e gli abitanti della zona hanno combattuto a lungo tra il fumo soffocante per salvare le persone intrappolate e tirarle fuori dalle uscite d'emergenza. Almeno 13 i feriti, che sono stati portati all'ospedale di Nuova Deli per curare le ustioni riportate. Nell'obitorio della vicina città di Panipat, i morti sono stati racchiusi in scacchi blu, e, dicono le autorità, almeno 30 sono talmente sfigurati da risultare irriconoscibili. Tra le vittime, anche una mezza dozzina di bambini.
© Reuters 2007. Tutti i diritti assegna a Reuters.

avventura per 450 passeggeri con il treno bloccato
da avaria.

Ci hanno messo 20 ore per andare da Lecce a Roma
Odissea in Eurostar al gelo
fermo 12 ore nel Casertano

 

ROMA - Notte da incubo per 450 passeggeri, tra i quali un neonato di cinque mesi, in viaggio da Lecce a Roma su un Eurostar bloccato per quasi dodici ore in provincia di Caserta per un'avaria alla quale si è sommato il maltempo.

Partito da Lecce alle 12:17 di ieri e previsto in arrivo a Roma verso le 18:30, il treno si era fermato alle 17:15 circa tra Capua e Pastorano (Caserta), in aperta campagna, con l'impianto di riscaldamento fuori uso e temperature esterne di qualche grado sotto zero. Tra le cause, non ancora del tutto chiarite, vi sarebbe, secondo la Polfer e alcuni testimoni, un probabile guasto tecnico e il ghiaccio sui binari in un tratto particolarmente impervio che il treno ad alta velocità, già in panne, non è riuscito a oltrepassare.

Vano ogni tentativo di trascinare il treno verso la più vicina stazione con un'altra locomotiva, un altro convoglio è stato avvicinato all'Eurostar per consentire il trasbordo dei viaggiatori sul posto. Portato alla stazione di Capua, dove i soccorritori hanno potuto fornire generi di conforto e coperte, il nuovo convoglio ha tentato di riprendere il cammino, ma non ne è stato in grado. Dopo un ennesimo trasbordo, i passeggeri hanno finalmente potuto lasciare Capua alle 4:30 del mattino con un treno interregionale, giungendo alla stazione Termini, ormai estenuati, alle 7:30, dopo aver impiegato quasi 20 ore per percorrere circa 500 chilometri.

Protezione Civile, ambulanze del 118, Vigili del Fuoco, Carabinieri e Polizia, coordinati dalla Prefettura, hanno fatto il possibile per alleviare i disagi dei viaggiatori. Cinque di loro hanno chiesto a Capua, per loro scelta, di farsi accompagnare alla stazione di Caserta.

Un bambino di cinque mesi è stato condotto, insieme alla madre, all' Ospedale 'Melorio' di S.Maria Capua Vetere, ma solo - è stato precisato - per motivi precauzionali.

Secondo alcuni testimoni, familiari e passeggeri del treno che si sono rivolti anche all'Ansa per avere notizie su quanto stava accadendo, alcune persone sarebbero state colte da malore e da attacchi di panico, fortunatamente nessuno con serie conseguenze.

(16 dicembre 2007)

Fra un anno Milano-Bologna in treno in un'ora
 

dal nostro inviato Jacopo Orsini
BOLOGNA (16 dicembre) - Fra un anno esatto si potrà viaggiare da Milano a Bologna in un'ora, quarantadue minuti in meno di oggi. Il conto alla rovescia per l'avvio della nuova tratta dell'alta velocità ferroviaria è partito oggi. Entro il dicembre del prossimo anno, è la promesa delle Ferrovie dello Stato, i treni correranno a 300 all'ora sulla nuova linea veloce Milano-Bologna e dopo altri 12 mesi saranno pronte anche le nuove tratte Bologna-Firenze e Torino-Milano. Dal dicembre 2009 si potrà così andare dal centro di Roma al centro di Milano in tre ore senza fermate intermedie (contro le 4 ore e mezzo di oggi). E a quel punto i treni italiani potranno lanciare, come ha già annunciato l'amministratore delegato delle Ferrovie, Mauro Moretti, una «concorrenza fatale» al trasporto aereo.

Da gennaio nuovo aumento dei biglietti. Intanto, dopo i rincari scattati all'inizio del 2007, i biglietti degli Eurostar e dei treni di fascia alta aumenteranno come già annunciato di un altro 15% a partire dal prossimo gennaio. La conferma è arrivata oggi da Moretti, che però non ha reso noto il giorno in cui scatterà il ritocco al rialzo. Le tariffe, ha ribadito infatti ancora una volta il capo delle Ferrovie, «devono essere remunerative» e avvicinarsi ai livelli degli altri paesi europei. Dunque i ricchi «devono pagare», anche se poi si potranno prevedere degli interventi per aiutarele fasce più deboli a viaggiare in treno.

«Si apre una nuova epoca per l'italia». Mentre le Fs sono costrette a combattere con incidenti tipo quello della notte scorsa, che ha bloccato per ore un'Eurostar al gelo sulla tratta Lecce-Roma, il sistema dell'alta velocità avanza. «Si apre un capitolo nuovo per l'Italia», ha sottolineato oggi Moretti dando il via al countdown per la Milano-Bologna. «Un'opera che cambierà il nostro paese», ha aggiunto Paolo Scaroni, numero uno dell'Eni, che con il consorzio Cepav uno sta realizzando la nuova ferrovia. Fra due anni, secondo i piani delle Fs, le nuove linee saranno terminate sulla direttrice Torino-Milano-Bologna-Firenze-Roma-Napoli-Salerno. Un grande passo avanti dunque, dopo anni di ritardi, nel travagliato progetto dei treni veloci italiani, ma che lascia ancora incompleta la "grande T" disegnata sulla Penisola. Nel 2009 resteranno infatti da finire le tratte verso Venezia a est e verso la Francia a ovest.

Prodi: nuove risorse per le Ferrovie. All'avvio del conto alla rovescia nel piazzale di fronte alla stazione di Bologna oggi c'era anche il presidente del Consiglio, Romano Prodi. «Speriamo bene», ha detto il premier scherzando sulla durata del governo mentre premeva il pulsante di avvio dell'orologio con il countdown. «Spero che da oggi cominci una nuova epoca per il sistema di trasporto italiano - ha poi aggiunto Prodi -. Il treno, quando funziona, diventa un punto fondamentale di riferimento». Il capo del governo ha quindi promesso nuovi fondi per le Ferrovie e in particolare per i treni dei pendolari. «Prendo l'impegno perché le risorse pubbliche necessarie per completare il sistema dell'alta velocità vengano messe a disposizione degli italiani», ha garantito Prodi, che con Moretti e il ministro dei trasporti Alessandro Bianchi ha poi inaugurato con un viaggio di prova la nuova linea veloce che entrerà in servizio fra 12 mesi. Il primo anno saranno 64 al giorno i convogli passeggeri che percorreanno non stop la tratta. Poi le frequenze aumenteranno ancora.

«Stiamo recuperando il ritardo accumulato», ha osservato ancora il presidente del Consiglio, mentre a bordo di un treno Minuetto compie il tragitto che lo porta a Milano. «Fra due anni - ha aggiunto - saremo al livello della Francia e poi si andrà avanti verso Venezia».

La rete ferrovia del prossimo secolo. «Si sta costruendo la rete ferroviaria dei prossimi 100 anni», ha affermato il ministro dei Trasporti. «E' stata avviata la svolta che ci consentirà di dotare il Paese di una linea ferroviaria pargonabile al resto d'Europa», ha aggiunto. Secondo Bianchi, la nuova linea dell'alta velocità italiana dovrà comunque arrivare presto ancora più a sud, fino a Reggio Calabria. Una speranza che è anche quella di Prodi, che si augura che il progetto possa espandersi con «una biforcazione nel Mezzogiorno», da una parte verso Bari e dall'altra verso Battipaglia e Reggio Calabria.

Il countdown. Di fronte alle stazioni di Bologna e Milano due grandi totem indicheranno da oggi in ogni momento il tempo mancante all'avvio del servizio dei nuovi treni superveloci. Una scelta di trasparenza, ha spiegato il presidente delle Ferrovie, Innocenzo Cipollettta, che serve anche a compensare «eventuali ritardi che si sono formati» in passato sui cantieri dell'alta velocità.

Il nuovo tracciato. Lungo 182 chilometri (3,5 in galleria), il nuovo tracciato è costato quasi 7 miliardi di euro e per completarlo, se l'ultima tabella di marcia sarà rispettata, saranno stati necessari 8 anni di lavori. La nuova linea parte da Melegnano, a sud di Milano, e arriva a Lavino, appena fuori Bologna, attraversando la pianura Padana e le province di Lodi, Piacenza, Parma, Reggio Emilia e Modena.

I ponti di Calatrava. I binari dell'alta velocità vicino a Reggio Emilia passano sotto gli avveniristici ponti dell'architetto spagnolo Santiago Calatrava: quello centrale, che scavalca l'A1 e la nuova linea veloce, è lungo 220 metri e ha un pilone centrale alto circa 50 metri. A modena i binari corrono invece sul viadotto Modena, che per limitare l'impatto acustico racchiude parzialmente il treno dentro la struttura, mentre sul Po è stato costruito un altro imponente ponte “strallato”. Una struttura lunga 400 metri “appesa” con grandi cavi di acciaio a quattro piloni di cemento armato alti più di sessanta metri.

Miglioramenti anche per i pendolari. La tratta veloce comunque non renderà più rapidi solo i collegamenti a lunga percorrenza. Con il trasferimeno dei treni dell'alta velocità sui nuovi binari, le Ferrovie potranno infatti decongestionare le linee storiche, migliorando la vita dei pendolari e il trasporto merci. Il piano industriale delle Ferrovie prevede un incremento fino al 32% dei servizi sulle tratte più lunghe, ma anche del 34% dei collegamenti regionali e metropolitani. I nuovi treni veloci insomma, secondo Moretti, daranno un contributo «altissimo» per togliere traffico dalle strade.

 

 

 

 

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